La catalogazione emerge da una condizione che è da sempre alla base della memoria collettiva. Fin dall’antichità l’uomo, per potenziare la propria capacità mnemonica, si è creato degli schemi per classificare il reale. E questi schemi si ritrovano a partire dalle categorie Aristoteliche fino ad arrivare a Wikipedia e agli odierni sistemi di indicizzazione informatici. Internet stesso crea una struttura di dati sempre più accessibile, vasta e ricca di contenuti. Affascinata da questo tipo di meccanismo, ho iniziato un lavoro che riprende in “mano” l’elenco e il catalogo. L’utilizzo di citazioni letterarie ha origine da un lato da un’ispirazione più personale ed intima, che porta poi i brani degli autori citati a suggerire possibili chiavi di lettura dell’opera, dall’altro lato questo citare contiene in sé anche un desiderio di analisi più metodica e distaccata, quasi un’operazione chirurgica di dissezionamento del testo, come ad esempio la selezione di specifiche parole utilizzate dagli autori, oppure, come nel caso dell’opera Leaves of Books, nell’estrazione di tutte le virgole da un libro. La scelta naturalistica ha dunque origine da un perfetto connubio-dissidio romantico-scientifico, che si colloca esattamente a metà strada tra l’emozione e la catalogazione seriale. Parafrasando Italo Calvino si scopre che è impossibile numerare un prato poiché il prato, così come il cosmo, è infinito. E la parola infinito ci porta immediatamente alla dimensione romantica del “sublime” mentre la numerazione e la tassonomia richiamano l’algebra e la biologia.

The tendency towards classification is something strictly connected to the human nature. Since the ancient times the men have been creating schemes to classify the reality in order to improve their mnemonic power. The same schemes can be found in Aristotle’s categories as in Wikipedia and the nowadays computing systems. Internet itself creates a data structure that is more and more accessible, extensive and rich of contents. Being fascinated from this mechanism, I started a work that reuses the list and the catalogue. The use of literary quotations comes, on one side, from a personal and intimate inspiration which brings the texts of the quoted author to suggest possible readings of the artwork; on the other side, from the desire of a more methodical and detached analysis, a chirurgical operation that sections the text, for example, selecting particular words used by the authors or, as the case of the artwork titled “Leaves of Books” , the extraction of all the commas from a book. In the same way the use of nature comes from a perfect romantic-scientific marriage- break that place itself precisely at the same distance from the emotion and the serial classification. Taking the example of the lawn used by Italo Calvino to explain this concept and who says that it is impossible to count a lawn because the lawn, such as the cosmos, is endless, we realize that the word “endless” brings us immediately to the romantic dimension of “sublime”, while the enumeration and the taxonomy remind us algebra and biology.


Valentina Perazzini